ECM

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CP-Software-SpA-ECM-Enterprise-Content-Management-Post-30-03-2016

Proseguendo questo safari virtuale, la nostra troupe ha guadagnato una postazione privilegiata per osservare un altro esemplare eccellente.

Un mammifero proboscidato che vive all’interno di numerosi habitat, caratterizzato da due zanne prominenti, da una formidabile memoria e dal suo organo caratteristico, derivazione della fusione di naso e labbro superiore.

E’ chiaro chi stiamo osservando?
Si, barrito corretto!!!

E per la precisione, una specie evoluta di elefante, classificata come ECM, Enterprise Content Management.

Gli zoologi informatici, impiegano “l’elefante ECM” per connotare Strumenti e Soluzioni informatiche conosciute come “soluzioni documentali”, che gestiscono in azienda l’insieme dei contenuti destrutturati (come documenti, immagini, disegni, modulistica, messaggi di posta elettronica, messaggistica istantanea, effetti contabili, file audio e video, file XML e pagine WEB) e dei processi di creazione dei contenuti, in un ambiente collaborativo, supportato da sistemi di workflow management e di archiviazione e conservazione sostitutiva.

Questa classe di Soluzioni, rientra all’interno del comparto Software Applicativo e, più propriamente, nel segmento Process & Content Management ad esso affrancato. Questo segmento, ha registrato nel 2015 una crescita del 7,2% rispetto all’anno precedente, fissando il proprio contributo di Spesa IT a 238 Milioni di Euro, dei 5.020 che hanno contraddistinto nel 2015 la spesa Software B2B del nostro Paese.

In un panorama caratterizzato da una minima crescita di investimento ICT, e dove il comparto Software Applicativo ha registrato un incremento di spesa rispetto al 2014 del 2,9%, esprimendo un valore assoluto di 2.687 Milioni di Euro di spesa, è interessante osservare come il segmento Process & Content Management abbia incrementato di 11,2 punti percentuali l’indice di spesa registrata nel corso dell’ultimo biennio.

Quali sono le ragioni di questo successo?

Senza alcun dubbio, provvedimenti e disposizioni come la fatturazione elettronica e l’archiviazione elettronica dei documenti hanno dato un notevole impulso a questo settore, che più di altri si è anche distinto nella capacità di saper offrire architetture solutorie tanto a licenza (on premise), quanto in diritto d’uso (as a service).

Ha idea di quale sia stata la ragione strategica della loro adozione?
Ce lo racconta la storia.

Il principale driver innovativo che aveva stimolato nel corso degli ultimi anni gli investimenti delle aziende italiane in quest’area funzionale, era stato quello della compliance, disciplinata attraverso disposizioni generali (come ad esempio la PEC) o specifiche di settore. Se si considera inoltre che la gran parte delle aziende italiane risultava ancora largamente organizzata a comparti, si comprende facilmente di quanto fosse complicato proporre tecnologie innovative che favorissero una strutturazione integrata, piuttosto che dipartimentale, dell’azienda.

Ecco perché, sino a pochi anni fa, il riconoscimento massimo che le aziende italiane attribuivano a questo settore era quella dello Strumento back-end dipartimentale, funzionale in termini di repository per sistemi e processi fruiti da singole funzioni.

E poi cosa è accaduto?
Ecco ancora la storia.

Il rinnovamento dei modelli organizzativi sollecitato dal ripercuotersi della crisi, ha richiesto a molte imprese l’adozione di un’integrazione collaborativa tra le diverse funzioni dipartimentali. E, a supporto di questa, la valorizzazione strategica del concetto di “pratica aziendale”, combinazione di elementi strutturati e destrutturati provenienti e lavorati dai diversi dipartimenti e dall’ecosistema aziendale, che pretende di essere governata da workflow autorizzativi, beneficiando dell’apporto di motori di ricerca e analitici efficienti e largamente fruibili.

La domanda, sempre più sofisticata, ha così privilegiato soluzioni integrate, capaci di supportare sia applicazioni software di base sia di gestione dei contenuti, quali servizi di ricerca, gestione delle autorizzazioni, archiviazione intelligente, tracciature dei processi imposti, tutte finalizzate a favorire la collaborazione tra team, la ricerca avanzata di informazioni, la protezione della proprietà intellettuale e l’accesso al patrimonio informativo aziendale anche da dispositivi mobili.

…ecco il click che ha permesso al nostro magnifico esemplare ECM di divenire l’elefante più amato da imprenditori e manager di mezza Italia!

CP Software consiglia caldamente alle imprese innovative la valutazione dei benefici apportati dall’impiego di questo strumento, non dimenticando di sottolineare che i massimi benefici si possono conseguire solo supportando modelli organizzativi collaborativi e integrati. E, come sempre, se affiancati da partner tecnologici preparati ed esperti.

Per promuovere sviluppo e innovazione, CP Software è lieta anche questa volta di riconoscere nei prossimi 90 giorni ai propri lettori, lo sconto totale del primo anno di canone di assistenza e manutenzione della soluzione ECM proposta e debitamente valutata con l’ausilio delle competenze dei nostri consulenti informatici e di processo.

Il barrito ECM: un richiamo alla gestione d’impresa!