Big Data: l’Azienda nell’Oceano dei Dati

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SEGUENDO IL VOLO DEL FALCO BI, GIUNGIAMO ALL’OCEANO DEI DATI AZIENDALI, IN CUI FIUMI DALLA PORTATA SEMPRE MAGGIORE RIVERSANO INFORMAZIONI RACCOLTE NEGLI AMBITI PIÙ DISPARATI, INTERNI ED ESTERNI ALL’IMPRESA.

Tra le onde notiamo avvicinarsi un cetaceo, la Balena Big Data. Nonostante la sua mole – si tratta infatti di uno dei più grandi mammiferi viventi – rimaniamo colpiti dalla velocità e dall’agilità con cui si muove e balza tra le onde, avvitandosi nell’aria, per poi rituffarsi e percuotere l’acqua con la sua coda leggiadra.
Per ogni balzo, una balena consuma un centesimo del proprio fabbisogno calorico minimo giornaliero: per essere così vivace questo esemplare deve quindi avere a disposizione nutrimento in abbondanza…

Il plancton digitale della Balena Big Datacp-software-spa-big-data-e-anlytics-post-05-10-2016
La balena Big Data si nutre di plancton digitale, che in effetti è presente in abbondanza nell’Oceano dei Dati Aziendali e la cui concentrazione è destinata ad aumentare costantemente nel tempo. Come già si è detto, infatti, i fiumi che alimentano l’Oceano vi riversano un volume sempre maggiore di informazioni provenienti dall’interno e dall’esterno dell’azienda. I dati “interni” prodotti e/o immagazzinati ogni giorno dai sistemi ERP e dalle soluzioni di Business Intelligence, ma anche dai sistemi dipartimentali, dalle soluzioni MES, ECM, ecc. si sommano a sempre maggiori quantità di dati “esterni” provenienti da telefoni, carte di credito, smart TV, infrastrutture intelligenti delle città, sensori montati sui mezzi di trasporto pubblici e privati e così via. A livello mondiale, solo negli ultimi due anni sono stati generati più dati che durante l’intera storia dell’umanità e IDC stima che nel 2020 i dati ammonteranno a più di 40 zettabyte.

Il problema principale per l’Azienda non è più quindi poter reperire e raccogliere dati, quanto assicurarsi la capacità di elaborarli, analizzarli e leggerli per trarne indicazioni predittive utili alla gestione strategica. Non è un caso che, come già accennato a proposito del Falco BI, il segmento “Business Intelligence, Analytics e Big Data” sia riconosciuto dagli analisti di mercato come tra i più importanti in termini di contributo all’innovazione. Nel 2015, infatti, ha confermando l’importante rimbalzo dei due anni precedenti, aggiudicandosi un + 7,3% per tassi di crescita e volumi, pari ad un valore di spesa di circa 221 milioni di Euro.

La Balena Big Data e l’evoluzione
In questo contesto, la Balena Big Data si pone come specie fondamentale per la migliore evoluzione dell’Azienda. Perfettamente adattata al suo habitat, l’Oceano dei Dati Aziendali, la Balena Big Data è in grado di ingerire grandissime quantità di dati, che filtra con i suoi fanoni, selezionando con precisione, velocità ed efficacia solo quelli che le servono in ogni momento per alimentare i suoi balzi, vere e proprie proiezioni verso il futuro. Il suo cervello, analiticamente conformato, le consente di razionalizzare e organizzare i dati in un processo di “raffinazione”, o Analytics, finalizzato a ottenere informazioni sensibili precise e di qualità, al limite del predittivo, funzionali a incrementare il vantaggio competitivo dell’Azienda rispetto ai diretti concorrenti. Apprendendo dai dati analizzati, la Balena Big Data applica la conoscenza ottenuta all’interno di modelli predittivi sempre più accurati e affidabili, che codificano e recuperano la connessione fra gli eventi, verificando quali siano maggiormente profittevoli.

Quanto queste capacità siano ormai vitali per l’Azienda lo dimostra una ricerca condotta dall’Harvard Business Review, che ha evidenziato che le organizzazioni aziendali che hanno già implementato una cultura data-driven mostrano una produttività maggiore del 5% e profitti più alti del 6% rispetto a organizzazioni aziendali “tradizionali”.

Certo non finisce qui…
Va da sé che una balena non può entrare tutta in un solo post. Quindi, nei prossimi post ci occuperemo ancora di questo splendido animale: approfondiremo il concetto di Big Data attraverso le V che lo denotano e affronteremo le relazioni della Balena con gli altri esemplari del nostro zoo informatico.

Nell’attesa, Le rivolgiamo una domanda: ritiene che la sua sia un’Azienda data-driven?